Confronto donazioni anno precedente



 

 

CHE COS’E’ L’AVIS

AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue) Comunale di Malnate è un’associazione di volontariato, apartitica, aconfessionale, non lucrativa, che non ammette discriminazioni di sesso, razza, lingua, nazionalità, religione, ideologia politica, che persegue un fine di interesse pubblico: garantire un’adeguata disponibilità di sangue e dei suoi emocomponenti a tutti i pazienti che ne hanno necessità, attraverso la promozione al dono, la chiamata dei donatori e l’effettuazione della prima visita di idoneità; ma AVIS Comunale di Malnate è anche promozione dell’informazione e dell’educazione alla solidarietà, cooperazione al programma per l’autosufficienza ematica e tutela della salute dei donatori contribuendo così all’educazione sanitaria e favorendo la medicina preventiva e infine cooperazione con le altre realtà di volontariato per una maggior diffusione dei valori dell’altruismo.

Fonda la sua attività sui principi della democrazia, della libera partecipazione sociale e sul volontariato, quale elemento centrale e insostituibile di solidarietà umana.Vi aderiscono tutti coloro che hanno intenzione di donare volontariamente e anonimamente il proprio sangue, ma anche chi, non potendo donare, desideri collaborare gratuitamente a tutte le attività di promozione, proselitismo ed organizzazione.L’AVIS Malnate fa parte delle 3.032 AVIS Comunali presenti sul territorio nazionale e conta 529 associati, volontari e periodici, che garantiscono 886 sacche all’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese.

Più che mai l’intenzione di AVIS Comunale Malnate è di promuovere l’immagine del dono del sangue come di un momento felice in cui salute e coscienza civica coincidono come nella definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “la salute è una condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico dell’individuo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale”.

In un mondo troppo spesso individualista, nel quale prevalgono azioni dettate dall’egoismo, la donazione di sangue fa riscoprire quella dimensione di gratuità che porta ogni essere umano ad un autentico arricchimento attraverso la logica del “dare e ricevere in modo disinteressato”.

L’impegno al quale AVIS Comunale Malnate tenta continuamente di rispondere nella propria quotidiana attività è quello di trasmettere e comunicare la solidarietà, l’attenzione verso gli altri e la volontà di penetrazione nel territorio. La relazione verso gli altri costituisce il valore aggiunto dell’azione volontaria, la capacità di intervenire in cui fondamentale è l’apporto umano, il contatto, la presenza, la possibilità di superare culture diverse.       

Il Presidente AVIS Comunale VareseSerena Redemagni

 

   
 

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SETTEMBRE 2002              

 SANGUE ARTIFICIALE; COS’E?

 

 

Tra qualche anno, potrebbe essere disponibile una serie di prodotti capaci di svolgere alcune funzioni del sangue naturale, sia pure per brevi o brevissimi periodi. Si prevede, infatti, che, dopo gli indispensabili miglioramenti, possano nel prossimo futuro raggiungere livelli di sicurezza ed efficacia clinica alcuni preparati sintetici o semi artificiali, dotati di una capacità che il sangue naturale possiede alla perfezione: trasportare ossigeno nei tessuti. A quel punto si potrebbe pensare ad un impiego corrente dei sostituti artificiali del sangue. Verrebbero usati soprattutto per fronteggiare fase acute di mancanza d’ossigeno nei tessuti, crisi provocate da traumi, o collegate ad un intervento operatorio. “Si tratta di un’evoluzione molto importante, anche se limitata.” De resto si sa, che la ricerca che porta al sangue artificiale è tra le più impervie. Trovare un sostituto a quello che è universalmente considerato il “veicolo della vita” non è facile. Ancora non si profila la possibilità di riprodurre in laboratorio tutti i componenti e numerose funzioni del sangue naturale.

 

 

TRASFUSIONI SICURE:

 

Se il sangue artificiale non è una conquista bella e pronta dietro l’angolo (poi ché si realizzerà gradualmente), è ancora la donazione il mezzo per salvare vite umane quando si tratta di sostituire  - con sangue nuovo – il sangue perduto o malato. “ma quest’affermazione va completata con un dato altrettanto importante: la trasfusione di sangue è oggi più sicura che mai, anche se troppe persone sono convinte del contrario. Oggi l’eventualità’ di una trasfusione mette in uno stato di preoccupazione grave e ingiustificata”.

Perciò, nell’attesa che arrivi il sangue artificiale, la salvezza sta nel binomio donazione-trasfusione. Occorre estendere la cultura della donazione. In Italia i donatori sono un milione e 257 mila. “E’ fondamentale continuare l’opera di reclutamento di nuovi donatori di sangue. Il fabbisogno di sangue e di emocomponenti è in progressivo aumento. E le norme per la selezione dei donatori sono giustamente improntate ad estremo rigore”.

 

VOLONTARI:

 

In Italia la donazione come sistema organizzato si afferma alcuni anni dopo la Seconda guerra mondiale. Poche cliniche private e qualche ospedale praticavano trasfusioni. Molti pazienti dovevano rivolgersi ai canali della compra vendita. Ma nel 1926, a Milano, il medico Vittorio Formentano lancia un appello su un giornale e organizza il primo gruppo di volontari della donazione. Sono in 17 (alla faccia della superstizione) e costituiscono il nucleo originario di quella che nel 1929 diventerà l’Avis, associazione volontari del sangue. Figura emblematica Giorgio Moscatelli, operaio milanese, tessera Avis nr. 3. Nella Seconda guerra mondiale, è comandate di una formazione partigiana quando gli affermano che un milite fascista  è all’ospedale e per salvarlo occorre un sangue un po’ difficile da trovare. Ce la un partigiano della brigata di Moscatelli. Lui chiama il compagno e gli fa: “Va’ subito. Un malato non ha colore politico”.

 

 

Nota. Estratto di un articolo di Luigi Dell’Aglio pubblicato da “Il Sole 24 ore” di Venerdì 12 Luglio 2002.

 

 

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